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Meditazione Terapeutica

Sempre più la medicina occidentale volge la sua attenzione alla visione olistica, un tempo esclusiva della medicina orientale. Ciò anche in seguito alla richiesta della popolazione e degli stessi pazienti che chiedono di essere visti non solo come portatori di organi malati, ma come persone con una malattia da curare nella loro totalità di corpo, mente e spirito. Uno dei miei contributi a ciò è la "Meditazione Terapeutica", una metodica meditativa volta a portare pace ed equilibrio al paziente che si pone sdraiato sul lettino del terapeuta, seduto accanto a lui in meditazione.

L'obiettivo iniziale è portare il paziente in uno stato di rilassamento passivo profondo e ciò si ottiene quando le sue onde cerebrali entrano in risonanza con quelle del terapeuta in meditazione. Si giunge cioè ad una situazione di "comunanza elettromagnetica" tra chi medita e il paziente: se si misurassero in questo momento le onde cerebrali con l'elettroencefalogramma si documenterebbe la presenza in entrambi del ritmo alfa, caratterizzato da una frequenza media di 10 Hz, tipica di uno stato di rilassamento profondo della mente.

Se venisse eseguito un elettrocardiogramma delle 24 ore secondo Holter ai due (terapeuta e paziente) si noterebbero periodi comuni di aumentata variabilità RR durante la meditazione, un fenomeno elettrico cardiaco collegato ad un miglior stato di salute, a testimonianza dei fenomeni di risonanza tra i campi elettromagnetici del cuore e del cervello.

È questo terreno di ricerca che ha di recente dimostrato come campi elettromagnetici pulsati di debole intensità (PEMFs) possono ottimizzare le difese naturali del corpo. Nella Meditazione Terapeutica campi elettromagnetici umani e stati indotti di coscienza potenziano le naturali forze di autoguarigione e migliorano la qualità della vita.

La Meditazione Terapeutica affianca la cura della medicina convenzionale, favorendo la guarigione. Chi la pratica entra in uno stato di tranquillità, di miglior controllo dello stress e acquisisce tutti i benefici fisiologici e psicologici della meditazione. La Meditazione Terapeutica è una particolare meditazione da me sviluppata per portare calma ed equilibrio attraverso la consapevolezza, la compassione e la compartecipazione. Per "equilibrio" intendo sia l'equilibrio psicologico, libero da paure ed inquietudini, che l'equilibrio fisico con la conquista di un migliore stato di salute. Nella Meditazione Terapeutica vogliamo anche conseguire l'equilibrio dei chakra, dei centri energetici, psicofisici, del nostro organismo. Scopo della Meditazione Terapeutica è propiziare, attraverso il raggiungimento di questi equilibri, l'auto guarigione.

Come cardiologo e fisiatra ogni giorno curo malati, applico le conoscenze di una scienza, la medicina, prescrivo trattamenti fisici o fisioterapici, somministro farmaci, affinché il paziente contrasti la malattia per riacquistare la salute. Sappiamo ad esempio che un antibiotico cura l'infezione, ma per guarire il paziente deve metterci del suo, deve favorire la naturale tendenza del corpo a ritornare in salute, deve sviluppare l'autoguarigione. Se questo non succede l'individuo può non guarire.

Al fine di poter offrire un ulteriore strumento che favorisca la guarigione, ho proposto la Meditazione Terapeutica, pratica meditativa che tutti possono imparare e che, inducendo calma ed equilibrio, può modificare tendenze potenzialmente negative nel paziente sollecitate dalla malattia e tali da poter perpetuare la malattia stessa, creando circoli viziosi dai quali è difficile uscire.

La Meditazione Terapeutica vuole propiziare il processo di guarigione; anche quando la malattia è incurabile è un supporto, portando ad una più serena accettazione della stessa. Nella Meditazione Terapeutica chi medita esercita una pratica che gli consente, attraverso l'esperienza del momento presente e la sua accettazione acritica, senza alcun giudizio, di portarsi ad un elevato stato di consapevolezza, in cui la volontà e l'intenzione sono quelle di guarire.

Una delle conseguenze dell'allenamento a questa pratica meditativa è lo sviluppo della compassione, della naturale compartecipazione alla sofferenza del paziente. Avere esperienza meditativa, vivere il momento presente, porta inoltre ad uno stato di coscienza che di per sé aiuta ad eliminare stati di tensione emotiva capaci di indurre o mantenere la malattia. La Meditazione Terapeutica inizia come un metodo ed è attraverso l'applicazione e la pratica di questo metodo che si può giungere ad un più elevato livello di coscienza, che trascende quella ordinaria. Una volta raggiunto questo stato di coscienza si può entrare in relazione con un persona che non ha un buono stato di salute e la volontà di guarirla può propiziare fenomeni di guarigione.

Nella Meditazione Terapeutica è presente la compenetrazione tra l'aspetto fisico della guarigione e quello spirituale della meditazione. La pratica tende a ridurre al silenzio l'ego, liberando il vero sé, un singolo punto di coscienza. In questo momento il terapeuta ha la capacità di trascendere la coscienza ordinaria mentre diventa consapevole della coscienza nell'evento e con un semplice, quanto rapido, movimento di coscienza rappresentato dalla intenzione, dalla volontà di guarire, può propiziare la guarigione.

Non si può guarire però se non si è capaci di amare, di aver acquisito con la pratica la capacità di accettare ciò che è così come è, senza porre alcuna resistenza al processo. Se siamo capaci di accettare in noi le sensazioni che emergono quando entriamo in relazione con un'altra persona, senza tener conto dei nostri sentimenti personali o del modo in cui quella persona ci si presenta, allora la relazione con essa è di amore e non di giudizio. Praticando questa qualità di amore, essa diventerà parte integrante della nostra capacità di guarigione. Nello stesso modo si può sviluppare l'intuizione, la consapevolezza e la compassione. Tutte queste qualità prendono corpo quando si è capaci di permettere l'esperienza del momento presente. È l'amore, qualità dell'accettazione incondizionata, che permette la trascendenza, cioè che la coscienza sia in grado di generare il cambiamento, che l'intenzione possa modificare l'evento in cui ci identifichiamo con la nostra percezione addestrata dalla pratica. Saper accettare le tensioni che si avvertono quando si entra in relazione in questo modo con il paziente e saperle risolverle durante la seduta di guarigione, accettandole, significa rimuovere blocchi, tensioni e condizionamenti che ne impedivano il miglioramento clinico. Significa portare pace ed equilibrio, propiziare la guarigione. Nella Meditazione Terapeutica noi entriamo in relazione con il paziente, accettiamo le sensazioni che proviamo senza porre giudizi, riconosciamo che, nell'accettarle, queste sensazioni cambiano così da iniziare un processo che può propiziare la guarigione.

Come possiamo relazionarci? Un modo semplice consiste nel porre la mano sul braccio del paziente, mentre egli si trova disteso, rilassato sul lettino e chi medita è seduto accanto a lui.

Si avrà così l'esperienza di accettare il paziente nella nostra consapevolezza, conosceremo lui attraverso di noi. Il solo lavoro che possiamo fare consiste nell'accettare l'effetto che ha su di noi la relazione con l'evento, cioè con il paziente stesso. Ogni sensazione che proveremo, intensa o leggera (e sono un'infinità), è ugualmente importante; riconoscendola e accettandola avremo fatto un piccolo passo verso la guarigione. Durante la pratica la nostra mente deve essere neutrale; non dobbiamo concentrare la nostra intenzione su quella o l'altra sensazione: tutte hanno la medesima importanza. La pratica di accettare le sensazioni che compaiono deve continuare per tutta la seduta per una durata da venti a quaranta minuti.

Quando riusciamo ad accettare tutte le sensazioni, senza concentrarsi su nessuna di esse, qualsiasi intenzione si presenti alla nostra coscienza influisce sull'evento che stiamo trattando. L'intenzione base è la guarigione; possiamo però introdurre altre intenzioni, ad esempio che il paziente sia rilassato e ciò produrrà come conseguenza l'effettivo rilassamento del paziente.

Introdurre un'intenzione nello spazio della relazione è un procedimento delicato. Con la nostra mente formuliamo l'intenzione in termini semplici. L'intenzione è un pensiero, un fine che non richiede nessuno sforzo o azione di alcun genere. Introdurre un'intenzione è come soffiare su un fiore di tarassaco e vedere gli steli che si liberano, come batuffoli nell'aria. Quando l'intenzione è posta, deve essere mantenuta.